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giovedì 6 giugno 2013

Ricordi di expat... It seems we're winos

Ok non mi è proprio chiara sta cosa, vi pare normale che vi sia dato degli alcolizzati da più persone per il semplice bere un bicchiere di vino o di birra a pasto rimanendo tra l'altro completamente sobri? A me no. Da italiana ho l'abitudine, come quasi tutti i miei conoscenti, di accompagnare il pasto con un bicchiere, anzi mezzo, di vino o di birra a seconda di cosa sto mangiando. Ecco i miei simpatici amici californiani (tra l'altro tutti di origine messicana) avevano l'abitudine di apostrofare me il mio consorte con "little winos", mi faceva girare altamente le balle questa faccenda, parliamone ragazzi... avete dei problemi. Gliel'ho sempre detto. Ma loro no convinti come la morte che avessimo problemi di alcool. Ma sti cazzi.  Per loro è normalissimo spaccarsi ad ogni occasione buona, con delle Bud Light tra l'altro, ma bere al pasto è un tabù. Ora vi renderete conto quanto si debba bere per ubriacarsi delle Bud Light. Bevono ogni qualvolta che si va al ristorante, giù Margaritas,  bevono nei locali, si spaccano fino alla morte, tornano a casa in auto ... trac multa e arresto per DUI.
E poi gli ubriaconi siamo noi.

Vabbè ci sono certe cose che per me rimarranno un mistero.

lunedì 3 giugno 2013

Le scoperte del lunedì: un bicchiere d'acqua tiepida e limone

Molti di voi già conosceranno questa buona abitudine per mantenersi in salute, bere a digiuno n bicchiere d'acqua tiepida con il succo di un limone.  Io ho iniziato oggi, vediamo come procederà. Dicono che sia molto utile per disintossicarsi, mantenere pulito il nostro corpo dall'interno, fare il pieno di energie, grazie alla presenza nel limone  di preziose vitamine e sali minerali, un toccasana insomma.

Vi aggiornerò tra una settimana.

domenica 2 giugno 2013

Ricordi di expat: Al ristorante

Ricordo con imbarazzo la prima volta in un ristorante in America. I nostri amici ci invitarono a cena al messicano del quartiere. Appena arrivati io e il mio compagno ci dirigemmo verso il primo tavolo libero che vedemmo. Mai averlo fatto. Non avevamo prenotato.  I nostri amici ci corsero dietro imbarazzatissimi, dicendo di non andarci a sedere ma senza spiegarci il perchè, noi non capivamo e insistevamo che non c'era nessuno al tavolo e dato che stava arrivando gente dovevamo prendere il posto. Non ci era balenato minimamente  per la testa che forse il salottino d'attesa fosse li per far attendere i clienti ed essere accompagnati dal manager di sala al tavolo. Una una volta al tavolo ci spiegarono come funzionava. Magari dirlo prima ed evitarci la figura barbina no eh? No perchè per quanto imbarazzante ci trovarono Hilarious. Evabbè .

Quindi cari italici, evitate di fiondarvi al tavolo come cavallette, gli americani si fanno accompagnare anche se ci sono tutti i tavoli liberi!

venerdì 31 maggio 2013

Ricordi di expat: is Italy near africa?

...kind of! Non so se erano i miei amici ad essere un pò troppo poco ferrati in geografia o se il sistema scolastico pubblico americano facesse pena. Eravamo da poco arrivati in California, quando conoscemmo amico S. , il chicano più tipico della central coast. "So you're from Italy" ci fa lui... "Where's Italy? Is it near africa?". Beh si più o meno, amico ora capisco che tu a scuola ci sia andato 3 giorni in cinque anni ma chiedermi dov'è l'Italia ... ti prego! 

mercoledì 29 maggio 2013

Expat life: Perchè siamo tornati

Vi voglio raccontare una parte della mia vita che ho trattato pochissimo qui sul blog, ma penso sia interessante per chi abbia desiderio di trasferirsi negli States.

Se penso a come siamo finiti a vivere negli States e a come vivevamo li la mia unica risposta è pazzi incoscienti. Ci trasferimmo per un contatto con un'etichetta discografica underground, ma molto conosciuta nel genere,  non avevamo certezze perciò decidemmo di andare in "vacanza" per alcune settimane a conoscere i responsabili. Appurato che fosse tutto vero, erano veramente i proprietari dell'etichetta, iniziò la nostra avventura fatta di rocamboleschi viaggi in aereo e permessi turistici. Abbiamo fatto non so quante volte su e giù dagli states per due anni, essendo un'etichetta underground non è che ci facesse il visto lavorativo... capiamoci! Eravamo giovani e ambiziosi, forse troppo sognatori, quindi ci stava pure, la nostra intenzione era comunque riuscire a farci un visto serio per restare per periodi più lunghi, magari pure in pianta stabile,anche perchè le nostre finanze chiedevano pietà. Condividevamo casa con gli amici dell'etichetta e le nostre giornate si alternavano a momenti intensissimi di studio di registrazione, negozi di dischi di tutta la California per portare i cd e il nulla assoluto. I momenti di nulla ci facevano sbroccare, si restava a casa, gli altri nelle loro stanze a dormire per secoli, noi li  impotenti, con la voglia di fare di andare a combinare qualcosa di utile. C'è stato un periodo in cui non avevamo l'auto come sapete le distanze in California sono enormi, il centro era a mezz'ora di auto, fuori 42° andare a piedi o in bici era impossibile. Io e il mio compagno fermi non ci riuscivamo a stare, non ci riusciamo tutt'ora. Sprecare le giornate era una cosa terrificante. Uno dei motivi per cui siamo tornati era proprio questo. Siamo tornati in Italia perchè era divevntata una situazione surreale, sembrava di vivere in n film.La nostra speranza era di riuscire a tornare in America ma in modo differente, innanzitutto vivendo da soli, quindi con più fondi, con un lavoro vero, e non un semplice sogno di gloria.  Eravamo stufi dell'ambiente in cui eravamo capitati, eravamo stufi di dover in un certo senso dipendere da altri che se fumavano troppo non l vedevi per giorni. Non siamo mai stati così. Non aveva senso, eravamo stufi di finire in situazioni in cui non si sapeva nemmeno se saremmo tornati a casa. Non aveva senso, no. Era assurdo pensare che potevano spararti da un momento all'altro solo per come eri vestito. Noi veniamo da una piccola città e siamo le persone più tranquille e pacifiche del mondo. Era un film. Tutto ha senso se la penso con l'incoscienza dei vent'anni. La california che ho conosciuto non è la california che voglio mostrare alle mie figlie. Non è tutto Hollywood and glitter, direi più East L.A. e bandanas.

Scusate i pensieri sconnessi, le frasi lasciate a metà, farò chiarezza man mano che questa "rubrica" andrà avanti. 

mercoledì 22 maggio 2013

Confessioni.

Ciao sono Nora e ho una dipendenza da righe, pois, e colori sgargianti  ma non voglio disintossicarmi.
Lo ammetto, ho un problema, mi sono resa conto di avere una predilezione un pò esagerata per righe multicolore e pois, il guardaroba delle bambine ne è pieno e il mio è a buon punto. Appena vedo dei leggings rigati vado in tilt. Più sono colorati meglio è, mi mettono allegria i mi fanno pensare a bambini scatenati.  Il mio guardaroba ideale, sia per grandi che per piccoli, è un'esplosione di colore anche d'inverno, ho avuto il mio periodo "solo Black", ma ora anche il nero è sempre acceso da colori brillanti, un piccolo accessorio o una sciarpa, scarpe  o cintura l'imperativo è colore. 
Voi per quale partito siete? Colore sempre in ogni caso o colori neutri e sobri?
Greatplains Tanni dress




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